La Direttiva (UE) 2022/2555, meglio nota come NIS2, segna una svolta decisiva nel panorama della cybersicurezza europea, imponendo nuovi e più stringenti obblighi per un vasto numero di organizzazioni, con un focus particolare sulle grandi imprese.
Recepita in Italia attraverso il Decreto Legislativo n. 138 del 4 settembre 2024, la normativa mira a innalzare drasticamente il livello di resilienza digitale collettiva di fronte a minacce informatiche sempre più sofisticate e pervasive.
L’Italia ha designato l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) quale fulcro del sistema di vigilanza e punto di contatto primario, affiancata da specifiche competenze ministeriali per determinati settori. È imperativo per ogni azienda identificare con precisione l’autorità di riferimento per il proprio ambito operativo.
Un appuntamento cruciale attende i soggetti “essenziali” e “importanti”: entro il **31 maggio 2025**, è obbligatorio comunicare all’ACN, mediante la piattaforma digitale dedicata, una serie di informazioni aggiornate.
Tra queste, spiccano i dati identificativi dei responsabili legali e degli organi di gestione, la designazione di un sostituto del punto di contatto, l’elenco degli indirizzi IP pubblici e dei nomi di dominio utilizzati, nonché l’eventuale operatività transfrontaliera e la conferma dei dati anagrafici dell’entità, inclusi i dettagli dei componenti degli organi amministrativi.
Il mancato rispetto di tali adempimenti, o delle altre prescrizioni della NIS2, espone le imprese a un regime sanzionatorio particolarmente severo.
Per i soggetti definiti “essenziali”, le sanzioni pecuniarie possono raggiungere la cifra di 10 milioni di euro o il 2{85f3ccc5c99dc66e84f0df37a9304b4c9d12abf66fcd88725cd30da00dc37f5f} del fatturato mondiale annuo. Per i soggetti “importanti”, il limite è fissato a 7 milioni di euro o l’1,4{85f3ccc5c99dc66e84f0df37a9304b4c9d12abf66fcd88725cd30da00dc37f5f} del fatturato globale.
Le violazioni sanzionabili comprendono l’omessa adozione di adeguate misure di gestione del rischio cyber, la mancata o tardiva notifica degli incidenti di sicurezza e l’inosservanza degli obblighi di comunicazione, come la scadenza del 31 maggio.
A queste si aggiungono possibili sanzioni accessorie, quali la sospensione di certificazioni o il divieto temporaneo per le figure apicali di esercitare funzioni dirigenziali.
Navigare la complessità della Direttiva NIS2 richiede un approccio strategico e proattivo. Le imprese sono chiamate a consolidare la propria governance interna in materia di cybersicurezza, con un coinvolgimento diretto e consapevole del vertice aziendale.
È altresì fondamentale condurre valutazioni del rischio periodiche e implementare misure di sicurezza tecniche, operative e organizzative commisurate alle minacce. La sicurezza della catena di fornitura, la predisposizione di piani di incident response e la tenuta di una documentazione accurata completano il quadro delle azioni imprescindibili.
Morelli Bolzoni Studio Legale offre consulenza specialistica e assistenza qualificata alle aziende per affrontare con successo tutte le fasi di adeguamento alla Direttiva NIS2, dalla valutazione iniziale degli impatti, all’implementazione delle misure richieste, alla gestione continua della conformità.
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